Studio Inail: smart working, impatti sul benessere e condizioni di lavoro

Data di pubblicazione: 04/06/2021

La diffusione del lavoro agile ha avuto un notevole incremento con l’avvento della pandemia, dimostrandosi anche efficace nel contenimento del contagio.

Illustriamo in sintesi i principali risultati del caso studio (QUI allegato) condotto dal Dipartimento di Medicina, Epidemiologia e Igiene del Lavoro ed Ambientale (Dimeila) all’interno del “Progetto pilota lavoro agile in Inail”, promosso nel 2019 dalla Direzione centrale risorse umane (Dcru). Tali risultati offrono spunti di riflessione in questo momento di grande cambiamento al fine di identificare le opportunità e gli eventuali limiti dell’applicazione del lavoro agile, nell’ottica della tutela della salute e del benessere dei lavoratori.

  • Bilanciamento vita privata/lavoro. Ha superato le aspettative dei rispondenti, rivelandosi un fattore di grande miglioramento, seppur con un peggioramento nel lavoro agile per le emergenze in cui si deve tener conto di un generale incremento delle incombenze familiari;
  • richieste lavorative e autonomia sul lavoro. Nel lavoro agile per le emergenze si è verificato un forte miglioramento nella percezione delle richieste lavorative. Queste costituiscono un aspetto tradizionalmente legato allo stress lavoro-correlato;
  • strumenti tecnologici e piattaforme di condivisione. Gli strumenti tecnologici forniti si sono rivelati particolarmente utili per il miglioramento della qualità del lavoro; inoltre sono stati percepiti di supporto per il rafforzamento dell’interazione e connessione con i colleghi, nonché per la condivisione delle informazioni e dei documenti;
  • salute fisica e mentale. La modalità di lavoro agile ha portato alla percezione di uno stato di salute generalmente migliore tra i rispondenti;
  • soddisfazione per l’esperienza di lavoro agile. Terminata la fase emergenziale quasi la totalità dei rispondenti intervistati a luglio 2020 riterrebbe utile lavorare ancora in modalità di lavoro agile, riportando una media generale di 3 giorni alla settimana;
  • coinvolgimento nel lavoro. Bisogna tener conto della particolarità di questa tipologia di lavoro a distanza e degli aspetti correlati al senso di coinvolgimento, che andrebbero ulteriormente considerati, quali il senso di appartenenza all’organizzazione, la percezione di isolamento, il sentirsi escluso dalle decisioni e attività;
  • diritto alla disconnessione. Nei suggerimenti è stato segnalato di tutelare maggiormente il diritto alla disconnessione, ovvero il rispetto della fascia oraria lavorativa e la tutela delle festività, durante il lavoro agile per le emergenze.

(Fonte: Inail)

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