Emissioni di sostanze classificate

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Contenuto e termini di presentazione della relazione.

Il D.Lgs 30 luglio 2020, n. 102, entrato in vigore il 28 agosto 2020, oltre a contenere disposizioni integrative e correttive del D.Lgs 183/2017, prevede anche nuovi adempimenti per i gestori in tema di emissioni.

In particolare, viene stabilito che: le emissioni delle sostanze classificate come cancerogene o tossiche per la riproduzione o mutagene (H340, H350, H360) e delle sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevata devono essere limitate nella maggior misura possibile dal punto di vista tecnico e dell’esercizio. Dette sostanze e quelle classificate estremamente preoccupanti dal regolamento (CE) n. 1907/2006 devono essere sostituite non appena tecnicamente ed economicamente possibile nei cicli produttivi da cui originano emissioni delle sostanze stesse. Ogni cinque anni, a decorrere dalla data di rilascio o di rinnovo dell’autorizzazione i gestori degli stabilimenti o delle installazioni in cui le sostanze previste sono utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni inviano all’autorità competente una relazione con la quale si analizza la disponibilità di alternative, se ne considerano i rischi e si esamina la fattibilità tecnica ed economica della sostituzione delle predette sostanze.

Sulla base della relazione l’autorità competente può richiedere la presentazione di una domanda di aggiornamento o di rinnovo dell’autorizzazione. In caso di stabilimenti o di installazioni in cui le sostanze o le miscele utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni ricadono nella presente fattispecie a seguito di una modifica della classificazione delle stesse sostanze o miscele, il gestore presenta, entro tre anni dalla modifica, una domanda di autorizzazione volta all’adeguamento alle disposizioni qui riportate, allegando alla stessa domanda la relazione di cui sopra.

La relazione prevista dal nuovo comma 7-bis dell’art. 271 del D.Lgs 152/2006 dovrà essere presentata all’autorità competente, per gli stabilimenti o le installazioni già in esercizio al 28 agosto 2020 (data di entrata in vigore del D.Lgs 102/2020), entro il 28 agosto 2021. Per stabilimenti ed installazioni autorizzati come nuovi o per effetto di modifiche sostanziali dopo l’entrata in vigore del D.Lgs 102/2020, vige l’obbligo periodico di trasmettere la relazione ogni 5 anni a decorrere dal rilascio o dal rinnovo delle autorizzazioni. Tuttavia, l’obbligo di presentare la relazione in oggetto ogni 5 anni è previsto anche per gli stabilimenti e le installazioni già esistenti al 28 agosto 2021.

Ai fini dell’adeguamento alle prescrizioni dell’articolo 271, comma 7-bis, il comma 3 dell’art. 3 del D.Lgs 102/2020 stabilisce che i gestori degli stabilimenti ed installazioni esistenti (in esercizio al 28 agosto 2020) dovranno presentare una domanda di autorizzazione entro il 1° gennaio 2025 o entro una data precedente individuata dall’autorità competente.

La relazione da presentare all’autorità competente dovrà contenere un’analisi circa la disponibilità di alternative rispetto all’utilizzo di tali sostanze, nonché considerare i rischi ed esaminare la fattibilità tecnica ed economica di tali sostituzioni. Il gestore degli stabilimenti dovrà pertanto esaminare le schede di sicurezza aggiornate delle sostanze o delle miscele nei cicli produttivi da cui si originano le emissioni (diffuse o convogliate) e valutare se tali materie siano:

  • cancerogene o tossiche per la riproduzione o mutagene presentando le seguenti indicazioni di pericolo: H340, H350, H360;
  • di tossicità e cumulabilità particolarmente elevata limitatamente alle sostanze individuate nella tabella A2 della parte II dell’allegato I alla parte quinta del D.Lgs. 152/06;
  • estremamente preoccupanti dal Reg. (CE) 1907/2006 per effetto delle sostanze riportate all’indirizzo https://www.reach.gov.it/svhc (candidate list).

Regime sanzionatorioIn caso di omessa presentazione della relazione nei termini si applica la sanzione prevista dall’articolo 279, comma 3, del D.Lgs 152/2006; tale sanzione è di natura amministrativa pecuniaria, da un minimo di 500 euro ad un massimo di 2.500 euro.

Le linee guida regionali. Regione Lombardia ha pubblicato la D.G.R. 7 giugno 2021 – n. XI/4837 contenente delle linee guida proprio inerenti all’applicazione degli adempimenti previsti dall’art. 217, comma 7-bis. Il documento, in particolare, specifica quali dovranno essere le sostanze/miscele oggetto d’indagine da parte dei gestori, nonché i contenuti della relazione e le procedure e le valutazioni da effettuarsi. Tuttavia, in ordine alle sostanze oggetto di indagine, le linee guida lombarde precisano anche che “sono trascurabili ai fini della presente valutazione le sostanze/miscele utilizzate come materie prime in ingresso al ciclo produttivo, seppur rientranti nelle categorie di cui sopra, i cui quantitativi di utilizzo – riferiti alla singola sostanza/miscela e all’intero stabilimento – sono inferiori a 10 kg/anno”. Questa specifica relativa ai quantitativi di utilizzo della singola sostanza/miscela non risulta dal dettato normativo (art. 271, comma 7-bis), e pertanto non pare condivisibile (quanto meno in stabilimenti collocati in regioni diverse dalla Lombardia).

(Fonte: tuttoambiente)

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