Credito d’imposta R&S per design e innovazione estetica: quanto conviene?

Possono fruire del credito d’imposta per attività di design e ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Sono agevolabili attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica. Le attività ammissibili al credito d’imposta devono essere finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali, quali, ad esempio, le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale, degli ornamenti.

Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti, con esclusione dei lavori finalizzati al semplice adattamento di una collezione o campionario esistente attraverso l’aggiunta di un singolo prodotto o la modifica di una sola caratteristica dei prodotti. Le attività ammissibili al credito d’imposta riguardano comunque la sola fase precompetitiva che termina con la realizzazione dei campionari non destinati alla vendita.

Sono considerate ammissibili le seguenti tipologie di spese, nel rispetto delle regole generali di effettività, pertinenza e congruità: spese del personale; quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica; spese per contratti per attività di design e innovazione estetica extra muros; spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di design e innovazione estetica; spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di design e innovazione estetica.

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 2 milioni di euro. Il credito d’imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

Calcolo del risparmio.

Si supponga che l’impresa ABC del settore moda per la concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari sostenga, nel 2021, spese pari a 55.000 euro, così suddivise:

  • spese di personale (no giovani laureati): 28.000 euro (categoria di spesa a);
  • ammortamento attrezzature: 6.000 euro (categoria di spesa b);
  • spese per servizi di consulenza: 3.000 euro (categoria di spesa d);
  • spese per materiali: 18.000 euro (categoria di spesa e).

Per determinare il totale della spesa ammessa devono essere considerati i limiti di ammissibilità specifici per ogni categoria di spesa. Nel caso ipotizzato:

  • spese di personale (categoria di spesa a): non essendoci giovani laureati, la spesa concorre a formare la base di calcolo del credito di imposta per un importo pari al 100% del loro ammontare. Spesa ammissibile: 28.000 euro;
  • ammortamento attrezzature (categoria di spesa b): la spesa è ammissibile nel limite del 30% delle spese del personale (con eventuali maggiorazioni). Spesa ammissibile: 6.000 euro;
  • spese per servizi di consulenza (categoria di spesa d): la spesa è ammissibile nel limite del 20% delle spese di cui alla lettera a) ovvero alla lettera c). Spesa ammissibile: 3.000 euro;
  • spese per materiali (categoria di spesa e): la spesa è ammissibile nel limite del 30% delle spese di cui alla lettera a) ovvero alla lettera c). Spesa ammissibile: 8.400 euro (30% di 28.000).

Il credito di imposta spettante è pari al 10% della relativa base di calcolo (nel limite massimo di 2 milioni di euro).

In conclusione:

  • spesa sostenuta: 55.000 euro
  • spesa ammissibile: 45.400 euro
  • credito d’imposta spettante: 4.540 euro
  • risparmio %: 8,25%

(Fonte: Ipsoa)

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