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A gennaio 2022 nasce SAEF Group. La nuova organizzazione, più focalizzata, sarà costruita su due nuovi poli. SAEF srl sarà il polo dedicato ai servizi rivolti alla tutela e alla valorizzazione della persona nelle imprese.  Vi proponiamo l’intervista al futuro AD di SAEF, Enrico Prata.

Innovazione nel solco di una tradizione virtuosa: dal 1° gennaio 2022, il marchio SAEF rappresenterà i servizi che la società offre in ambito formativo, sicurezza sul lavoro e ambiente. E al timone della società ci sarà un volto storico del Gruppo, già componente del CDA, Enrico Prata: “Abbiamo una responsabilità importante ovvero proseguire nel solco di un percorso che fino ad ora ha segnato traguardi più che significativi: una forte identificazione a livello di brand, un indubbio riconoscimento nel nostro mercato di riferimento, una sempre più spiccata vicinanza al cliente… elementi che ci hanno consentito di crescere costantemente. Al contempo abbiamo creato diverse aspettative sia per i clienti che per il mercato e sono aspettative importanti, quindi vedo nell’impegno la chiave per rispettare queste aspettative”. Un impegno che in 25 anni non è mai mancato, anzi è stato sempre crescente: “L’ideale sarebbe riuscire ad ottenere risultati migliori rispetto a quelli che i nostri clienti si possono aspettare da noi. Questo è l’impegno che sento di voler prendere sulle spalle e portare avanti. È sicuramente un tema che prevede grande attenzione alle nuove tecnologie per migliorare l’erogazione dei servizi che offriamo, sia dal punto di vista della formazione che per la parte consulenziale. L’obiettivo è quello di riuscire a rendere più fruibile e più moderno questo tipo di servizio per il bene del cliente”. Crescere per far crescere: “Abbiamo l’obbligo di aiutare le nostre aziende a sfruttare al meglio la transizione digitale, non solo il 4.0, ma vogliamo essere i primi ad inserire anche nella parte consulenziale le dinamiche della modernità e della digitalizzazione. Dovremo essere attenti osservatori, dovremo capire come integrare i nostri servizi con le nuove tecnologie e per quanto riguarda la formazione in particolare, oltre ad avere supporti tecnologici all’avanguardia, che permettano di arrivare meglio e in maniera meno onerosa all’utente, dovremo pensare di avere dei contenuti sempre più adatti, pratici, innovativi per le nostre aziende, perché prendano sempre più consapevolezza del mondo in cui stiamo vivendo. Dobbiamo offrire contenuti utili alla quotidianità moderna”.

Idee chiare, quindi, anche su un tema scottante e delicato come la sicurezza e la salute nel luogo di lavoro: “Vedo una società che si distingue anche in questo ambito. Credo che il digitale sia da sfruttare sempre di più in ambito di prevenzione dei rischi e di protezione. Inoltre, dobbiamo ricordarci che il fattore umano è sempre presente e la superficialità è l’elemento più pericoloso che bisogna riuscire a limitare. Questo accade in qualsiasi ambito, anche per strada, anche negli incidenti domestici, dalla passeggiata in montagna alla vacanza”. Certo è che quando accade sul lavoro la notizia è ancora più scioccante: “Il lavoro è uno dei momenti più lunghi che viviamo nella nostra quotidianità, la distrazione o l’imprudenza è dietro l’angolo quindi bisogna lavorare a livello educativo e culturale su aspetti che non possono essere colmati in altro modo. Sì percezione, quindi, ma anche e soprattutto cultura di non mettersi in pericolo e non mettere in pericolo gli altri. Una nuova cultura che farà crescere generazioni di lavoratori più responsabili. Vorrei che SAEF fosse un motore di questa nuova visione, partendo dalla consapevolezza. Solo in questo modo ci distingueremo sia nell’approccio culturale che nell’approccio strumentale”.

Enrico Prata è arrivato in SAEF giovanissimo, nel 2009, ma con collaborazioni antecedenti che risalgono al 2007, quindi un uomo che ha visto crescere il gruppo e ha accompagnato con il suo impegno questa crescita: “La maturazione societaria era nell’aria da tempo per via della volontà di essere sempre più performanti e far ottenere al cliente quello di cui ha bisogno. È chiaro che la scelta di gemmare due società da una dipende anche dal cambio dei volumi e dalle condizioni generali della società. Quello che pensavamo di tenere sotto lo stesso cappello, ovvero tutti i servizi, oggi potrebbe essere un limite, quindi vogliamo superarlo questo limite e offrire al cliente il servizio migliore possibile”. In che modo? Gettando, come sempre, il cuore oltre l’ostacolo: “Non ho alcun timore ma tanti stimoli: siamo una squadra di persone con enormi competenze, con grande volontà, con obiettivi chiari e comuni. Sappiamo che dobbiamo continuare a progredire e studiare ma sappiamo anche che mettiamo a disposizione la nostra conoscenza, che è già molto elevata e che lo sarà sempre di più. Dovremo confrontarci con la tematica organizzativa e comunicativa, ma non temiamo questo passaggio perché siamo convinti che faremo percepire ai clienti che questo cambiamento lo stiamo facendo per loro e che ne avranno un grandissimo beneficio: risposte chiare al bisogno, miglioramento ulteriore del servizio, focalizzazione sull’esigenza specifica. Il nostro esempio è chi riesce a dare risposte quasi immediate e di qualità ai propri clienti e per questo ci sentiamo attori di un percorso di trasformazione del nuovo mondo”. Un nuovo mondo ma indossando una “maglia” storica: “Sono sempre stato orgoglioso di indossare la maglia di SAEF. Me ne accorgo in molte occasioni quando parlo con i nostri clienti. Mi è capitato di incontrarne alcuni che neppure sapevano che io facessi parte del Gruppo, eppure mi hanno parlato con entusiasmo della loro esperienza con noi: per me è il momento di gratificazione più grande”.

 

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