Ricerca e Sviluppo: l’Italia in chiaroscuro, bene i finanziamenti interni, ma a rilento quelli europei

Le aziende italiane ritornano ad investire in ricerca e sviluppo, ma non riescono ancora ad utilizzare appieno le potenzialità economiche che provengono dall’Unione europea.

E’ una visione in chiaroscuro, quella che emerge dall’analisi degli investimenti di imprese dello Stivale.

Se da un lato le azienda nazionali hanno superato il 100 per cento degli obiettivi triennali (2015/2017) su questo tema, dall’altro hanno attratto fondi europei soltanto per un misero 8,2 per cento. Un piccolo aumento rispetto al 7,8 per cento del dato precedente, ma ancora molto al di sotto della soglia europea.

Basti pensare che la percentuale di successo dei progetti presentati da aziende italiane agli uffici UE non supera il 10 per cento, contro una media continentale di 14 e la posizione dei Paesi simili al nostro, come la Germania, che invece si vede premiare 18 progetti ogni 100 presentati

Un progetto ambizioso per il prossimo governo nazionale, che uscirà dalle urne di marzo 2018, sarà dunque quello di attrarre maggiori risorse dalle opportunità comunitarie. Si pensi a programmi come Horizon 2020, il più importante piano di finanziamento varato dall’UE: ci sono quasi 80 miliardi di euro a disposizione e l’Italia ne ha acquisiti soltanto 2,17 degli oltre 26 già distribuiti da questo strumento

Data di pubblicazione: 26/01/2018

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