Professionisti: le opportunità europee esigono formazione

Professionisti italiani e Unione europea: la strada per rafforzare il sistema economico del paese è ancora in salita, ma qualcosa si sta muovendo.

A sostenerlo è Marina Calderone, portavoce per gli Ordini e le Professioni regolamentate del Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), che è convinta di un’esigenza principale: “è necessario rafforzare le attività di formazione”. Una formazione legata proprio alla conoscenza delle opportunità che il mercato europeo offre ai professionisti che operano nei vari stati membri.

Nel recente passato vi è stata una “rivoluzione” positiva nel percorso di trattamento dei professionisti: la normativa comunitaria, recepita da quella nazionale, ha infatti parificato i professionisti alle PMI per quanto attiene all’accesso ai fondi strutturali europei, anche se risulta essere ancora molto scarsa l’apertura di bandi specifici indirizzati proprio ai professionisti.

E il contesto europeo non agevola a destreggiarsi in questo ambito: mentre ogni stato membro declina la libera professione come ritiene, sarebbe opportuno addivenire ad una declinazione condivisa a livello europeo e recepita da tutti gli stati membri, considerando l’importanza strategica della libera professione nel vecchio continente.

I professionisti, infatti, contribuiscono al PIL europeo con una quota compresa fra il 10 e il 12% e in Italia questa quota sale al 15%.

Fonte: Sole 24 ore

Data di pubblicazione: 11/04/2018

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