Privacy: Italia in ritardo nell’adeguamento al nuovo regolamento UE

Il regolamento europeo sulla privacy entrerà in vigore fra soli tre mesi, ma l’Italia continua ad inseguire. Secondo il quotidiano “Sole 24 ore” che riprende un dettagliato sondaggio (il “Global forensic data analytics 2018”), il nostro Paese è quello più indietro nella compagine europea per il disegno di specifici piani di azione per adeguarsi alla nuova normativa di protezione dei dati: solo 1 azienda su 2 ci sta lavorando.

Unica, magra consolazione: condividiamo questa maglia nera con la Francia. A parte le aziende italiane e quelle transalpine, le cugine degli altri stati membri UE sembrano considerare questo passaggio in maniera molto più seria: la media europea è del 60 per cento, con alcuni picchi di eccellenza: nel Regno unito sono 7 su 10 le aziende che hanno già provveduto, in Germania si arriva a 8 su 10 e nella sola Irlanda a 3 su 4!.  

La sfida dei dati si gioca, come si può facilmente prevedere, su un terreno digitale. Soluzioni di intelligenza digitale saranno la base del sistema di protezione dei dati, soprattutto per far fronte alla minacce che viaggiano proprio nella rete. Ma sarà necessario anche sviluppare, attraverso percorsi di formazione dedicati, specifiche figure che si occupino di questa strategica quanto delicata partita all’interno dell’azienda.

Ma in Italia siamo in ritardo anche su questo specifico aspetto. Se a livello comunitario soltanto 4 aziende su 10 dichiarano di essere ancora sprovviste di specifiche professionalità a riguardo, in Italia il dato lievita fino a 6 su 10, dimostrando che solo il 40 per cento delle aziende può già oggi disporre di personale preparato e adeguato alla gestione di questa funzione. (Fonte: il sole 24 ore)

Data di pubblicazione: 27/02/2018

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