Iperammortamento, scatta l’ora delle PMI

Lo Stato pensa ad aumentare le soglie di ammortamento degli investimenti effettuati dalle PMI (addirittura fino al 180%). Se così fosse, le nuove misure potrebbero contribuire a innescare un meccanismo virtuoso sul piano industria 4.0 che non riguarderà più soltanto le aziende strutturate, ma guarderà anche alla piccola e media impresa, ossatura del sistema economico di gran parte d’Italia.

Non è un segreto per nessuno che il piano “Industria 4.0” è stato sfruttato maggiormente dalle aziende strutturate e di una certa dimensione, con le cosiddette “spalle larghe” e che, al contrario, le piccole e medie imprese italiane ne hanno beneficiato di meno, un po’ per presunzione (snobbando la misura agevolativa che porta al collegamento digitale dei processi attraverso la revisione del parco macchinari), un po’ per difficoltà economiche legate all’investimento.

I dati parlano molto chiaro: solo il 17.7% delle aziende con una quantità di dipendenti compresa fra 10 e 49 ha adottato modelli 4.0 e un restante 9.4% delle stesse dimensioni lo farà a breve. Una soglia ancora troppo bassa se si considera che oltre il 32% delle aziende con più di 50 e meno di 250 dipendenti ragiona già stabilmente in chiave 4.0 e oltre il 45% di quelle con più di 250 dipendenti ha adottato in nuovi modelli. In sintesi: una PMI 4.0 su 6 è ancora troppo poco.

Ora, però, lo Stato sta pensando di valorizzare nel percorso di digitalizzazione industriale  proprio le PMI con un possibile aumento dell’agevolazione al fine di spingerle alla strutturazione in chiave 4.0. Il fatto che lo Stato pensi all’innalzamento delle quote di ammortamento dei beni (un iper dell’iperammortamento) verosimilmente spingerà molte piccole e medie imprese ad avvalersene, se non tanto perché davvero non ci può essere situazione migliore per fare un investimento di quella presentata al momento attuale.

Per investimenti fino a 500.000 euro, infatti, le PMI potrebbero vedere il loro bene rivalutato del 180%, per investimenti fra i 500.000 e i 2 milioni al 150%, mentre dovrebbe essere prevista la soglia del 130% su investimenti oltre i 2 milioni di euro.

Cosa potrebbe succedere a questo punto? Un’impennata degli investimenti delle PMI che immetterà denaro fresco in un sistema economico in progressiva ripresa. Questo, almeno, ciò che si augurano gli analisti finanziari, che hanno salutato con favore la possibile, nuova misura nazionale.  

(Fonte: ufficio Stampa SAEF su elaborazione dati Sole 24 Ore e Giornale di Brescia)

Data di pubblicazione: 04/10/2018

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