Finanza alternativa: il quadro delle PMI

Marginale per ora il ricorso ai nuovi strumenti da parte della piccola e media impresa, in un mercato che, tuttavia, dimostra segnali di crescita.

Il canale bancario regge il confronto con la finanza alternativa. Almeno fino ad ora. A dirlo è l’indagine “la finanza alternativa per le PMI in Italia” realizzata dal Politecnico di Milano.

Secondo quanto emerge dai dati soltanto l’1 per cento delle piccole e medie imprese italiane cerca canali di finanziamento in strumenti alternativi al canale bancario.  

Nonostante questo, il settore della finanza alternativa nel 2018 ha raggiunto un valore economico di quasi  1.2 miliardi di euro: frutto del ricorso ai mini bond (51% del mercato), al private equity ma anche alla crescita dell’invoice trading, che rappresenta il 16% del mercato della finanza alternativa nel nostro Paese.

Per quanto attiene alle PMI, a fine giugno 2018 sono state 221 quelle che hanno emesso mini bond, 900 quelle che hanno fatto ricorso all’invoice trading e un valore di 797 milioni di euro fra private equity e venture capital.

I dati dimostrano che per ora la finanza alternativa fatica a prendere piede nella piccola e media impresa, ma è in costante crescita soprattutto nelle realtà imprenditoriali più strutturate.

(Fonte: PMI.it) 

Data di pubblicazione: 23/11/2018

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