Agevolazioni alle imprese: il quadro 2017

Nel corso del 2017 assegnate agevolazioni per circa 5 miliardi di euro. Ne beneficiano soprattutto le PMI in un contesto con ancora molto divario fra centro/nord e sud del Paese

A gonfie vele il mercato italiano delle agevolazioni. A dirlo è una fonte ufficiale, ovvero il rapporto annuale del Ministero dello Sviluppo economico sulle agevolazioni assegnate a livello locale e a livello nazionale nel 2017. Il dato di partenza è quello del PIL, indicatore attorno al quale ruotano molte delle politiche agevolative messe in campo dagli enti locali. Un dato che per l’Italia significa sempre un inseguimento rispetto al resto dell’Unione: 1.5% di variazione positiva nel 2017 in rapporto al 2.4% della media comunitaria.

A distribuire la maggior quota delle agevolazioni alle imprese è stato il livello amministrativo nazionale, che ha portato nelle tasche delle aziende italiane oltre 3 miliardi di euro, ovvero il 64 per cento delle agevolazioni totali concesse. E fra i beneficiari ad avere avuto la maggior quota di erogazione sono state le Piccole e medie imprese (70% del totale), a riprova della composizione del tessuto imprenditoriale italiano.

Anche per quanto riguarda la distribuzione territoriale il rapporto conferma un dato ormai stabilizzato negli anni e nella percezione comune: il 60 per cento delle agevolazioni concesse è andato al nord e al centro del Paese, mentre soltanto il 40 per cento è andato alle imprese che operano nei territori a sud.

Cosa si agevola maggiormente? A guidare la classifica sono gli investimenti rivolti alla ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, premiati con 1.5 miliardi di euro in agevolazioni, seguono gli investimenti in sviluppo territoriale e produttivo con 1.4 miliardi mentre il terzo, grande capitolo è rappresentato dall’internazionalizzazione con 1.1 miliardi di euro.

In linea generale nel 2017 si è assistito all’aumento del 28 per cento delle domande di finanziamento approvate e del 7 per cento di aumento degli investimenti agevolati. Sul fronte delle “forme” di finanziamento, invece, la situazione del livello nazionale e quella del livello regionale differiscono parecchio. In ambito nazionale, infatti, il contributo maggiormente assegnato è quello in forma mista (interessi e capitale) al 39 per cento dei casi, quello soltanto in conto interessi al 30 per cento dei casi mentre il conto capitale puro si ferma al 15 per cento. Discorso ribaltato a livello locale dove il contributo in conto capitale (fondo perduto) è arrivato nel 2017 al 57 per cento dei contributi totali assegnati.

(Fonte: Ufficio stampa Saef su dati MISE)   

Data di pubblicazione: 04/12/2018

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