formazione efficace

Modalità di erogazione della formazione: aula, esperienziale, FAD

I principali modi di erogare la formazione sono tre:

  • la formazione classica erogata in aula (lezione frontale);
  • la formazione meno convenzionale, erogata con metodologie esperienziali;
  • la formazione a distanza grazie all'utilizzo di piattaforme che permettono di fruire il corso o i corsi anche on line.

Quest'ultima tra le tre è la più comoda: permette infatti di sostenere il percorso di formazione quando si vuole e dove si vuole, senza essere vincolati a orari precisi e luoghi altrettanto precisi.
Tuttavia, non tutte le materie si prestano a questa tipologia formativa. Moltissimi argomenti necessitano di una presenza in aula, dove il docente è fisico e dove lo scambio e l'interazione diventano il valore aggiunto del percorso formativo. La lezione frontale è proprio questa: una lezione classica, come quelle di una normale scuola, dove un docente si relaziona a degli "allievi" e illustra nel dettaglio la materia su cui verte il corso di formazione. Potrebbe essere meno coinvolgente (anche se questo aspetto dipende unicamente dalla capacità e dalla preparazione del docente) ma è sicuramente molto più incisiva e utile. Infine, vi è la formazione che fa leva sull'esperienza, o meglio, sul vivere un'esperienza formativa. Di solito questa tipologia non viene erogata in aula, ma in una location che porta il fruitore a sentirsi assolutamente a suo agio. Sono previsti momenti didattici classici, ma anche momenti attivi da parte dei fruitori, con prove pratiche, esercitazioni e lavori in gruppo.

L'analisi delle esigenze formative

La corretta impostazione della formazione aziendale avviene attraverso un percorso ben preciso. Escludendo la formazione obbligatoria, le cui esigenze non sono dettate dall'azienda ma dal legislatore, tutta la formazione volontaria deve partire da un'analisi dettagliata e precisa degli obiettivi che i percorsi di formazione devono cogliere. L'analisi deve essere sia personale che aziendale.

Se l'azienda si sente carente su un aspetto del proprio operato, quell'aspetto diventa la base del percorso formativo. Per fare un esempio: se un'azienda decide di rivolgere i propri prodotti all'estero e si accorge che il suo personale dedicato non ha troppa familiarità con le lingue straniere, l'apprendimento delle lingue diventerà l'esigenza rilevata per impostare l'attività formativa: sarà di ordine "generale" per le attività di segreteria, potrà essere di ordine "commerciale" per coloro che si occupano di posizionare il prodotto sul nuovo mercato e potrebbe essere di ordine tecnico per altre figure aziendali.

Il percorso è breve quindi, ma altrettanto importante: la formazione "fatta a caso" non ha alcuna efficacia per un'azienda. Non è mai una proposta, ma è sempre la risposta ad un bisogno preciso.

La valutazione "personale" è altrettanto importante: è in primo luogo il lavoratore che deve identificare la propria esigenza formativa, guardare a fondo nel proprio operato e individuare i suoi talloni d'Achille, per chiedere e valutare insieme all'azienda quali possono essere i percorsi che lo portano al miglioramento della propria professionalità attraverso l'assunzione di skills sempre più elevate.

Il "dopo" formazione

L'apprendimento di nuove competenze rappresenta senza alcun dubbio il risultato più importante di ogni percorso formativo, ma anche conservare in maniera ordinata e precisa i documenti di quello specifico percorso è importante.

L'attestato che normalmente viene rilasciato al termine del corso è certamente da conservare: da quel documento si può risalire, anche a distanza di anni, alla tematica, al formatore, alla società che ha erogato il corso, al periodo (soprattutto nel caso in cui quel corso richieda passaggi successivi di aggiornamento).

È buona prassi anche conservare gli appunti e i materiali didattici dei corsi. La mente umana permette di collegare anche a distanza di anni semplici appunti a concetti che sono stati detti e illustrati, un ripasso che risulta strategico e costruttivo per ogni persona.

Per non rischiare, inoltre, di dimenticare qualche passaggio formativo, è bene al termine di ogni corso, inserire la frequenza nel proprio curriculum lavorativo/professionale, poiché proprio le attività formative sostenute rappresentano un valore aggiunto dal punto di vista della crescita del lavoratore.

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